Un tempo un re decise di visitare il suo regno; chiamò a raccolta alcuni dei suoi consiglieri e un po dei suoi cortigiani ed essi si avviarono a cavallo; cavalcarono oltre il ponte che portava nel villaggio, quando incontrarono per caso un facchiro cieco che camminava per la strada dicendo: " Date a me nella volontà di Dio". Ma quando le persone provavano a dargli qualcosa, lui lo rendeva molto difficile, perché non porgeva mai la sua mano né altro.

Le persone dovevano inseguirlo e dovevano infilare nella sua tasca o nella sua borsa, perché lui non si voleva fermare; continuava semplicemente a camminare e a ripetere: " Date a me nella volontà di Dio"; era una specie di mantra.

Quando il re vide il fachiro cieco, fermò il suo cavallo, chiamò il suo Gran Visir, il capo dei suoi consiglieri, e disse: 

" vedi quella persona?"

il Gran Visir disse: " si, mio Signore, lo vedo."

il re chiese: " chi è?"

il suo consigliere rispose: " mio re, io la vedo solamente; ma per voi è una storia diversa; voi lo conoscete anche."

il re, sconcertato, disse: " di cosa stai parlando? io non la conosco."

il consigliere riaffermò: " no, no mio re; voi la conoscete; di fatto voi la conoscete molto bene."

" come puoi dire ciò? io non lo mai vista prima nella mia vita", replicò sicuro il re.

il consigliere allora disse: " scendete da cavallo e andate a parlargli."

e il re: " cosa? perchè devo scendere da cavallo per parlare con lui?"

il consigliere disse: " sire, sarà tutto a posto; scendete da cavallo; mi avete chiesto cosa fare e io ve l'ho detto; se volete sapere chi è quell'uomo scendete da cavallo e andate da lui."

Nel frattempo il cieco continuava a camminare. Il re scese da cavallo e dovette camminare velocemente per raggiungerlo.

Disse: " fachiro, il mio Gran Visir mi ha detto che io ti conosco; posso sapere chi sei?"

il cieco rispose: " io sono tuo nonno."

il re fu piuttosto meravigliato da questa affermazione: " tu sei mio nonno? chiese;

lui disse: " si, io sono tuo nonno."

" tu sei mio nonno? come può essere? mio nonno se ne è andato da questa terra da molti anni; mio nonno è la persona che ha fondato questo regno; fu il primo re; perché dovrei credere a quello che dici?"

il fachiro disse: " tu vai tutte le mattine nella stessa stanza e tieni un servizio commemorativo in mio ricordo, vero?"

il re disse: " si ."
il facchiro disse: " tu sai che sono cieco?"

lui disse: " si."
e il fachiro: " dovrei dirti cosa c'è in quella stanza? " e cominciò a descrivere l'intera stanza con grande dovizia di particolari.

il re disse: " questo non prova una cosa; forse prima che diventassi cieco tu hai lavorato nel mio palazzo come servo; o forse qualcuno ti ha detto com'è la stanza; chi lo sa?"

il fachiro rispose: " tutto giusto figliolo mio; dammi la mano."

Il re stesse la mano e il fachiro la toccò; improvisamente, tutta la conoscenza discese sul re e si posò come nebbia; sapeva esatamente come ciò era successo e il suo dubbio fu rimosso; vide che veramente questa era l'anima di suo nonno, rinata nel corpo del fachiro cieco.

Il re guardò all'uomo anziano con compassione e lacrime negli occhi; " nonno, sei tu! andiamo subito al palazzo! guarda come stai vivendo, come un mendicante."

suo nonno disse: " no, no, figliolo; questo è il luogo a cui io appartengo e dove resterò."

appena il re cerco di protestare, lui sollevò la sua mano e disse: " sai perché io ho conquistato il regno?"

il re chiese: " no, perchè?"

lui rispose: " così in questa incarnazione sarei stato capace di camminare liberamente; è vero, io ho stabilito, ho fatto le leggi; ma dimentichi una legge in particolare che ho promulgato - quella legge che dice che nessun fachiro cieco in questo regno può essere disturbato, né gli si possono dare ordini."

il re disse: " si, conosco questa legge."

e il nonno: " l'ho scritta con le mie mani."
il re disse: " questo è vero."

e lui: " l'ho firmata e dissi: ' nessun re la cambierà '."

" questo è vero."

il nonno disse: " è anche scritto che chiunque proverà a cambiarla sarà decapitato."

il re disse: " anche questo è vero."

lui continuò: " dovrei uccidere mio nipote? se tu mi stai dicendo di andare a palazzo allora stai cercando di cambiare quella legge."

il re chiese: " Sire, io non capisco; perché stai camminando in questo modo così povero?"

il nonno disse: " quando sono rinato come essere umano ho scelto di essere un fachiro."

il re disse: " perché? tu prima eri il re."

e lui: " come re, io mi relazionavo solo alla Terra; ora come fachiro, mi relaziono ai Cieli; sto solo cercando di trovare un equilibrio e compensare quello squilibrio."

 

Benedetti sono coloro che nel loro corpo umano portano l'equilibrio tra la terra e i cieli; la vita é per portare equilibrio tra la vostra terra e i vostri cieli.

E qualsiasi cosa voi otteniate, in ugual misura dovete dare.

Questa è la legge; voi siete come una barca; se viene caricato dal peso e nulla viene tolto, voi affonderete; così, qualsiasi cosa voi prendiate, in misura uguale dovrete dare; la maggior parte delle persone prede, prende e prende solamente, e poi si domanda perché annega in un oceano di sofferenza, in un oceano di dolore.

Se voi date e prendete, prendete e date, allora sarete in equilibrio, sarete luce, non affonderete e ce la farete.

Siate appasionati, abbiate sentimenti, siate in accordo, ma siate anche intelligenti e consapevoli.

 

foto di Onil Singh
foto di Onil Singh