CINQUE COSE DA PERDONARE

Una conferenza di Yogi Bhajan in traduzione italiana

 

Il perdono è un tema che emerge sempre di più nei media e negli studi scientifici come elemento importante per la salute e la cura. È stato provato scientificamente che il potere curativo del perdono riduce lo stress e il dolore fisico, rafforza il sistema immunitario, riduce il rischio di infarto, rafforza le relazioni e aumenta la gioia e il senso di pienezza. Yogi Bhajan parla del perdono nella seguente lezione.

 

Estratto dalla lezione di Yogi Bhajan tenuta il 31 dicembre 1991 a Ft. Laurendale, Florida

 

"Ho pensato di darvi qualche spunto che possiate ricordare, che vi possa aiutare a capire voi stessi.

Ci sono cinque cose da perdonare nella vita.

 

La prima: perdonate Dio per avervi separati da Lui e per avervi creati come creature.

Per fare ciò dovreste essere pronti mentalmente, fisicamente, spiritualmente e personalmente. Perché Lui sa perché vi ha creati. Innanzitutto, voi non sapete perché Lui vi ha creato così come siete. Perchè vi ha messo il naso tra gli occhi? Perchè non l’ha messo nello stomaco? O al centro del petto? Sarebbe stato più diretto. Intendo dire, perché fargli fare tutto quel lungo giro? Perché le orecchie non sono quadrate?

Beh, ci son molte domande che potete fare. Se volete divertirvi, potete fare un milione e una domanda al minuto, e la risposta sarà sempre che non lo sapete. Lui non ha mai chiesto il vostro parere, non vi ha mai parlato, non ha mai discusso con voi né vi ha promesso nulla. Vi ha creato e per questo voi siete sconvolti e arrabbiati con Lui, non riuscite a perdonarGli nulla. Cercate di trovarGli delle falle, cercate di insultarLo in ogni momento. Provate a prendervi gioco di Lui ogni volta che ne avete la possibilità. Lo pregate mossi dalla paura, urlate in Sua direzione mossi dalla felicità. Avete idea di come siete combinati? Lui deve essere molto dispiaciuto a starsene seduto lassù, ovunque si trovi, e rendersi conto di avere creato un inferno. All’inizio pensava di aver creato un paradiso. Ma che razza di paradiso è questo? Quindi, per cortesia, perdonate Dio…

Voi non sapete chi siete, e se per caso lo scoprite, allora rilassatevi e godetevela e siate in chardi kala (1). Siate in estasi. Ringraziate Dio del fatto che ci siete, che ci siete!

Ma non potete ringraziare Dio abbastanza perché non l’avete perdonato per avervi separato da Lui.

L’anima è una parte di Dio che dimora in voi. Siete tesi e sconvolti, e quella rabbia passa attraverso voi attraverso ogni cosa… Tutto questo dolore è logico, psicologico e ha un grande impatto su di voi, ed è perché non avete perdonato Dio per avervi separato da Lui. Quindi, per cortesia, per prima cosa perdonate Dio per avervi separato da Lui e per avervi creato come creatura.

 

Non basta.

Secondo perdono: perdonate il vostro destino per essere così com’è. Non l’avete mai scritto, ve lo siete guadagnati e poi ve ne siete dimenticati. Ma è così che stanno le cose.

lk na day kar poot, poota kar pooteray.

lk na day kar tee-a, tee-a kar dooteray.

lk na day kar ik ko pee ja-ee, man.

“Certi hanno molti figli e nipoti maschi, altri hanno molte figlie e nipoti femmine, e altri ancora hanno soltanto un figlio. Se qualcuno muore, chi può chiedere a Dio ‘Fa’ questa cosa in questo modo o nell’altro’? Il tuo destino è il tuo destino, e non ci puoi fare un bel niente. Semplicemente puoi raggiungerlo oppure no. Non devi fare niente di più e niente di meno.

 

C’è un terzo perdono.

Il terzo perdono è: perdona l’ambiente circostante che ti mette sempre davanti a delle sfide, e le cause e gli effetti che ne conseguono. Nel bel mezzo di questo fuoco incrociato, del “respiro-fuoco” e del “copri-fuoco”, il soldato deve fare la sua mossa. "A loro non spetta farsi delle domande, devono darsi da fare e morire. In seicento cavalcarono verso la valle della morte” (2). È una cosa semplice e completa al tempo stesso. “I codardi vivono molte vite, i coraggiosi non muoiono mai”.

 

Il quarto perdono è: perdona la tua capacità, la tua abilità e la tua dualità. Perdonale per il fatto di essere limitate. Il lavoro dell’Infinito è il lavoro dell’Infinito. Tu vai avanti e sarà Lui a venirti incontro. Lui lo sa meglio di te perché Dio è in ogni luogo mentre tu sei in soltanto in un luogo.

 

Quinto perdono: perdona te stesso per il fatto di dovere attraversare tutto questo. È il perdono più importante.

Tu sei molto crudele con te stesso. Sei molto crudele col tuo essere. Sei molto crudele con la tua grazia. Sei molto crudele con la tua tolleranza. Sei molto crudele con la tua sicurezza. Sei estremamente crudele con la tua fiducia in te stesso, con la tua autostima, con il rispetto che hai di te. La tua crudeltà è scritta su ogni foglia di ogni ramo di questo pianeta Terra. Se provi a quantificare quanto sei crudele, ne rimarrai scioccato. Sei crudele coi tuoi figli. Sei crudele con la tua vita familiare. Sei crudele con i tuoi amici. Sei crudele con i tuoi vicini. Sei crudele con il tuo corpo. Sei crudele con la tua mente. Sei crudele con la tua anima. Ma perché? Sii in pace. Ci sono talmente tante cose che ti aspettano…

Tutto ciò che devi ricordare sei tu. Dio provvede a far ruotare la Terra; Dio si prenderà cura della tua routine. Noi crediamo in Dio. Dimoriamo in Dio, Questo è il mondo di Dio. È la casa di Dio. Tu vedi di comportarti da buon ospite.

Sii calmo, sii silenzioso, sii placido, sii umile, sii armonioso, comportati da umano in tutte le cose. Renditi felice. Rendi felici gli altri. Indossa la corona di Dio. Non diventare un pagliaccio. Ashaval mool kath.

“Tu sei la più alta delle incarnazioni. Sei la corona del regno di Dio”. Quindi indossa la corona e tieni il collo dritto. Cammina dritto, cammina a testa alta. Tutto qui. Non oscillare destra e a sinistra. Se non riesci a tenerti la corona dritta sulla testa, vivrai come un pagliaccio dentra alla tua testa. La decisione spetta a te. Non sono io a dover decidere al posto tuo.

 

Se riesci a esercitarti in questi cinque perdoni, troverai che l’Era dell’Acquario ti sarà particolarmente amica. Se non lo fai, beh la mia preghiera è che tu lo faccia, in modo che tu non debba soffrire. La mia preghiera è Ang Sang Wahe Guru – che trenta trilioni di cellule di Dio che vivono in te e danzano in te ti possano proteggere, e che il tuo corpo radiante (3) mantenga la tua radianza…

 

Il fatto è che Dio ti chiama. Rispondi alla chiamata. Dio ti ha fatto, quindi sii ciò che ti ha fatto. Dio ti ha dato le tue caratteristiche, il tuo aspetto e i fatti della tua vita. Fidati di Dio e vai avanti. Se ti fa piacere non appartenere alla compagnia dei santi, fai la cortesia di saltare nel buco. Ma ricordati che è il tuo ego che ti fa fare questo, non il volere di Dio…

 

Generazioni riceveranno questo messaggio, lo metteranno in pratica, e attraverseranno il tempo e le difficoltà e i muri della loro vita per il loro domani. Quelli che credono che il domani è il dono, e quelli che credono che il dono è domani, hanno già abbandonato le loro sofferenze.

Quindi, oggi è il momento di darti tempo e spazio per vincere la gara in cui devi percorrere a piedi la strada tra te e il tuo destino.

Possa Dio benedirti e possa il Guru guidarti e possa tu farcela. Con queste parole e con questi auguri prego la nuova Era dell’Acquario di non essere per te altro che puro successo in ogni momento, ovunque tu sarai."

 

 

 

Note

(1) Buonumore, allegria dello spirito.

(2) Dal romanzo Fortitude di Hugh Walpole.

(3) È il decimo corpo yogico, che rappresenta coraggio, nobiltà e radianza.