Le relazioni sono essenziali, difficili, pratiche e misteriose; esse ci espongono al di fuori della nostra ben costruita corazza, il cui centro è la nostra preoccupazione di noi stessi, ed espandono il nostro universo; sono gli specchi nei quali possiamo percepire il nostro sé; esse sono i mondi attraverso i quali noi ci esprimiamo , attraverso i quali noi sentiamo e creiamo. 

Le relazioni sono anche legate alle circostanze; la nostra capacità e il nostro essere pronti ad entrare in una relazione e a sostenerla e a nutrirla fino ad una compiuta maturità, dipende dai nostri valori, dalla nostra religione, dalla nostra storia familiare, dalla nostra natura e da fattori economici; non sono solo due persone che cercano un rapporto, l’attrazione e l’amore.

Yogi Bhajan ha predetto che le relazioni saranno estremamente impegnative  mentre si entra nella nuova era; una ragione sta nel fatto che noi non percepiamo accuratamente la nostra natura personale o gli effetti di ciò che facciamo ; infatti, come esseri umani, siamo notoriamente incapaci di conoscere il nostro sé e di predire le cose che non sono nel presente.

Una seconda ragione sta nel fatto che noi non controlliamo il costante fluire dei pensieri della nostra mente; pensiamo a noi stessi, pensiamo al pensare, e pensiamo a cosa sarà o a cosa non sarà; è difficile per noi stare nel presente e connetterci davvero così come siamo, oltre le parole e le aspettative; noi dovremo pensare in modo intelligente, in modo voluto e in modo intuitivo e non lasciare che il chiacchierio della nostra mente e dei nostri impulsi offuschi la nostra connessione, gli uni nei confronti degli altri. 

Negli ultimi tempi stiamo diventando sempre più sensibili gli uni nei confronti degli altri, più sulla difensiva e più intuitivi; non accettiamo le maschere ed i giochi, né i diritti formali e le autorità che accettavamo una volta; quando entriamo in connessione gli uni con gli altri, ora abbiamo bisogno della prova del cuore, dell’esperienza e della nostra percezione. 

Per quanto spinoso possa diventare una relazione, un matrimonio, per noi rappresenta anche la possibilità di fare esperienza della fusione con qualcosa di più vasto del nostro sé, di controllare le nostre polarità in uno yoga intimo, e di perfezionare l’arte del vivere in modo meno egoistico.

Yogi Bhajan ripeteva spesso la frase:

“ la familiarità genera disprezzo. “

Più diventiamo intimi, più respingiamo l’altro.

In che modo diventiamo più vicini e più intimi sostenendo nel contempo il rispetto e l’amore? Forse se vediamo Dio nel nostro partner, allora c’è sempre una sua parte che è infinita e sconosciuta? e allora noi rimaniamo intimi riconoscendo l’Infinito.

Noi vogliamo essere sinceri e vogliamo dischiudere il nostro sé al nostro partner. Ma il candore che rivela ogni cosa è spesso dannoso; in che modo scarichiamo il nostro vero sé direttamente, l’essere reali, così da poter avere la comprensione e il dialogo? Yogi Bhajan ha detto di usare una tecnica chiamata “ comunicazione armonica “ che comincia dall’accettare l’altro completamente; poi imparare il linguaggio reciproco: uomini e donne comunicano in modo diverso; il maschile e il femminile hanno i loro modi personali; le parole sono udite e processate diversamente. Se bene il cervello delle donne sia in media fisicamente leggermente più piccolo del cervello dell’uomo, il cervello della donna ha neuroni più spessi e con connessioni migliori, sopratutto nell’area del linguaggio e della comprensione. Le parole vengono processate e ne viene fatta esperienza in modo diverso. 

 

Come parliamo per essere uditi?

Come ascoltiamo per udire davvero?

Come impariamo a leggere tra le righe per sapere di cosa il nostro partner ha davvero bisogno?

 

Per avere una grande relazione, una profonda relazione spirituale e fortemente pragmatica, ci sono atteggiamenti, capacità, tecniche e la saggezza dell’esperienza che possono facilitare il nostro cammino.

Leggendo e cogliendo le idee e le ispirazioni che vi riporterò nelle future righe, spero sarete fortificati ed elevati per godere il dono della relazione. 

Sat nam

 

 

PARTE SECONDA